venerdì 13 marzo 2009

Io sono la via, la verità, la vita.

Eleonora scese dalla macchina e richiuse lo sportello con tutta la sua forza, rimanendo in piedi accanto all’auto in attesa che ripartisse.
L’uomo che era rimasto seduto in auto, azionò il contatto elettrico per abbassare il finestrino che dava sul lato dov’era Eleonora, si chino di lato per vedere in suo volto e disse: “ Quando ci rivediamo?”
Eleonora alzo il suo sguardo al cielo, perché non aveva nessuna voglia di guardarlo in volto e rispose: “Non so”.
L’uomo si irritò della risposta, tacque, richiuse il finestrino e parti velocemente, quasi sgommando.
Eleonora segui con gli occhi l’auto che si allontanava velocemente. La segui finche non giunse all’incrocio in fondo al viale alberato. Quando l’auto svoltò, rimase ancora qualche istante ferma ad osservare ciò che la circondava.
Poi girò su se stessa di 180° gradi e si trovò davanti il portone della sua casa.
Guardò l’orologio, erano circa le 11,30 aveva molto tempo davanti a se e non aveva nessuna voglia di chiudersi in casa.
Decise di passeggiare un po'.
Era una di quelle giornate di fine inverno in cui si sente già il tepore della primavera.
Una frizzante giornata di sole, come la sua città sapeva donare in quel periodo.
Ogni tanto si alzava un soffio di vento, una leggera brezza che dava dei pizzichi di freddo, ma non dava fastidio, anzi davano più piacere ai raggi del sole che riscaldavano.
Eleonora sollevo il bavero del suo lungo cappotto marrone e s’incammino lungo il viale prendendo la direzione opposta dalla quale velocemente si era allontanata l’auto, quasi volesse ancor più allontanarsi da quel uomo.
Si incammino lungo il viale cercando di capire i suoi sentimenti.
Si sentiva sempre più confusa.
Sentiva crescere in se un malessere, del quale non sapeva dargli dei contorni, un nome o un senso.
Il viale che stava percorrendo terminava in una piazza circolare.
Al centro circondata dall’asfalto, era posto un piccolo giardino.
Un giardino con piccoli vialetti e tra aiuole fiorite di primule e violette vi erano delle panche di legno.
Eleonora si sedette su una panca si accese una sigaretta, e si guardo intorno ed ebbe l’impressione di trovarsi al centro di una ruota. E lei era seduta sul mozzo dal quale partivano i raggi. Dalla piazza partivano a raggiera in modo regolare e simmetrico sei viali alberati.
Stando seduta cominciò ad osservare la piazza, girando solamente il capo a seguire il contorno della piazza, ed aveva proprio di stare al centro di ruota. E pensò alla sua vita, che come una ruota girava e non riusciva fermarla e questo gli creava confusione, voleva fermare quella ruota, voleva fermare la sua vita che la imprigionava e correva via.
Si alzo getto lontano la sigaretta che aveva tra le ani e cominciò a girare su se stessa, seguendo il profilo della piazza, giro come se fosse lei mozzo che fa girare l’intera piazza e giro su stessa quasi fino girare la testa e poi presa da un capogiro si sedette pesantemente sulla panca, e si poggio sullo schienale della panca e chiuse gi occhi e rimase cosi alcuni minuti in attesa che passasse il capogiro.
Quando si riprese lentamente comincio a riguardare l’intere piazza e quel punto notò tra due viali, una chiesa e vide
Che la porta era aperta.
Si alzo, attraverso con passo svelto la corsia d’asfalto che circondava il piccolo giardino e si fermo in fondo alla scalinata che portava all’ingresso della chiesa.
Rimase qualche secondo dubbiosa. Quel gioco forsennato, fatto nel giardino della piazza aveva allentato la morsa del malessere che l’attanagliava, ma ome si fermo nei pressi della scalinata risenti il peso del suo malessere.
Il risentire il suo malessere, cancellò ogni dubbio e salì.
Entrò e si sentì travolta dal silenzio.
Era la prima volta che entrava in quella chiesa.
Eleonora aveva frequentato la sua parrocchia quando era giovane, poi aveva senza un motivo preciso aveva smesso di frequentarla, abita da circa dieci anni in quel quartiere e non aveva mai trovato il tempo di visitare quella chiesa.
Il suo primo pensiero come entrò fu di domandarsi : “da quanto tempo che non entro più in una chiesa”.
Si sedette in uno degli ultimi banchi in silenzio e si chino su stessa riflettendo sul suo malessere.
Sobbalzò di paura quando sentì una mano posarsi sulla sua spalla.
Si voltò e incrociò lo sguardo di un giovane sacerdote.
- “Le chiedo scusa, non volevo metterle paura, ma dovrei chiudere la chiesa”.
- “Padre vorrei o meglio forse dovrei parlare con qualcuno”.
- “Posso essere io quel qualcuno ?”
- “Si” - Eleonora guardò il giovane sacerdote con lo sguardo di chi supplica “non mi mandi via”, e continuo – “Si padre può essere lei”.
Il giovane sacerdote rimase alcuni istanti in silenzio guardando Eleonora, poi spostò il suo sguardo verso l’altare, tornò a guardare Eleonora e disse: - “Aspetti che chiudo la porta della chiesa e vengo da lei”.
Il giovane sacerdote si sedette affianco a Eleonora e domandò: “Cosa c’è?”
- “Ho padre mi sento come in mezzo al mare nel pieno di una tempesta.”
- “Non ti preoccupare già una volta Gesù ha calmato le onde e fatto tacere i venti , non è impossibile per lui calmare le tempeste”.
- “Vede...” - cercò di continuare Eleonora, ma il sacerdote la interruppe.
- “Andiamo con ordine ragazza. Sei credente.”
- “Si. Almeno credo. .”- rispose titubante Eleonora – “lo ero o forse no; quando ero giovane frequentavo la parrocchia, ma sono molti anni che ho messo da parte la religione.”
- “Quanti anni hai “- domandò il giovane prete.
- “Trenta”- rispose Eleonora.
- “E da quanti anni che non frequenti più la parrocchia ?2
- “All’incirca da quindici anni”
Ci fu un attimo di pausa, poi il giovane sacerdote riprese a parlare
- “Ti ho chiesto se eri credente, perché volevo sapere se volevi confessarti o semplicemente parlare.Ma penso che sia meglio solo parlare. Puoi parlare tranquillamente, sono abituato a tenere i segreti.”
Eleonora alzo i suoi occhi e domando: - “Da dove inizio ?”
- “Semplicemente dall’inizio” - replico il giovane sacerdote.
- “Vede padre non posso dire che la mia vita sia stata infelice. I miei genitori mi hanno molto amato e la mia giovinezza è stata spensierata. Ho conosciuto mio marito che io ero una studentessa liceale e lui era già quasi laureato. Tra noi ci sono circa dieci anni di differenza, ma non è questo il problema, non è mai stato un problema la differenza di età. Mio marito come laureato trovò subito un buon lavoro, guadagna molto e mi ha permesso una vita agiata. Ci possiamo permettere di vivere in questo quartiere così borghese. Posso dire che non mi manca niente. In questi dieci anni di matrimonio, mio marito mi ha dato tutto ciò di cui ho avuto bisogno. Abbiamo due figli, che io amo. Ma non so cosa mi sia successo.”
Eleonora cominciò a piangere.
Cominciò a singhiozzare, cercò di dire qualcosa, ma uscivano dalla sua bocca solo suoni incomprensibili.
Il giovane sacerdote lo invito a rilassarsi: - “Non parlare, pensa solo a piangere.”
Poi il sacerdote le prese le mani e l’ accarezzo il capo.
Le lacrime di Eleonora cadevano dal volto sulle mani del giovane sacerdote che teneva strette le mani di Eleonora.
Rimasero così alcuni minuti.
Il silenzio della Chiesa era interrotto solo dai singhiozzi di Eleonora.
Quando si fu calmata Eleonora riprese a raccontare la sua vita.
- “Tutto è cominciato alcuni mesi fa. Ho conosciuto un nuovo collega di mio marito. Un uomo attraente. Non so cosa sia successo. Mio marito lo portava a cena. Lo invitava nei weekand a casa nostra o fare delle gite con noi. Lui ha cominciato a mostrare interesse per me, mentre improvvisamente mi sono accorta che mio marito preso dalle sue cose mi trascurava un po'. Mentre questo nuovo collega mi mostrava sempre più interesse, era nata una amicizia profonda e intima tra noi. Questa forma di amicizia era una forma di corteggiamento, io mi sono risentita donna, anzi mi sembrava di essere tornata al liceo. Cominciò ad invitarmi a uscire il pomeriggio per andare o in libreria o semplicemente a prendere un gelato. Poi tutto è precipitato così velocemente. Lui mi ha dichiarato il suo amore. Mi sono sentita frastornata e innamorata. Poi ieri ho inventato una scusa a mio marito, la stessa che dicevo a mio padre per uscire con mio marito. Ho passato la notte con lui. E il risveglio è stato così brutto.Credevo di essere innamorata, ma ora non so più cosa sono. Cosa mi consiglia padre ?”
- “Non è facile rispondere” - disse il giovane prete.
Poi ci una lunga pausa, prima che ricominciasse a parlare il giovane sacerdote.
- “La mia morale mi porterebbe a dire subito che tutto questo è peccato, e che la cosa da fare e rompere subito questa relazione. Ma non credo che ti avrei aiutata. Io credo che questa avventura non ti renderà felice, ma che neanche tornare alla tua vita di prima di renderà felice se tu ...”
Il giovane sacerdote parlò ancora per alcuni minuti.
E mentre ascoltava Eleonora cominciò a mettere ordine nei suoi pensieri.
Il giovane sacerdote parlò finché non comprese che il colloquio era giunto al termine.
Si alzò e indicando il crocifisso posto in fondo alla navata, ben in alto e al centro da essere ben visibile anche dal fondo della chiesa e disse : - “Signora un ultima cosa, riscopra quell’uomo che ha tanto amato il mondo da dare la sua vita anche per lei perché fossero cancellati i suoi peccati. Ritorni a Gesù.”
Eleonora si alzò subito dopo il giovane sacerdote e s’avviò verso l’uscita.
Come fu fuori, prima che si chiudesse la porta Eleonora si voltò verso il giovane sacerdote e disse : - “Grazie”.
Uscendo Eleonora prese al volo, su un tavolo posto in prossimità dell’uscita, un santino.
Mentre scendeva le scale osservò ciò che aveva catturato la attenzione. Era un immagine classica in cui era raffigurato un volto di Gesù, giro l’immagine e dietro vi erano stampate poche parole “Io sono la via, la verità, la vita”
Queste poche parole accompagnarono Eleonora mentre tornava a casa.
Quella sera dopo cenato mise i suoi figli presto a letto, aspettò che dormissero. Poi raggiunse suo marito che come tutte le sere che stavano in casa, si era accomodato sulla “sua” poltrona per vedere la tv.
Eleonora entrò nel salone e andò a sedere tra la tv e il marito.
Prese il telecomando dalle mani del marito e spense la tv.
Il marito sorpreso ed Eleonora pensierosa rimasero alcuni istanti in silenzio.
Poi Eleonora prese coraggio e inizio a parlare: - “Oggi sono stata in chiesa e uscendo ho preso un santino in cui era scritto “Io sono la via, la verità e la vita” e questo mi ha spinto a dirti la verità, questa notte ho dormito con un uomo... aspetta prima ascoltami...”

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