venerdì 6 novembre 2015

Marialuisa


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Seduta sulla panchina del parco, Maria Luisa aspettava il suo lui.
Erano già dieci minuti che aspettava, come sempre era giunta in anticipo all’appuntamento ma contemporaneamente, lui era come sempre in ritardo. Arrivava sempre con pochi minuti, ma sempre in ritardo.
Lo conosceva da poco tempo, e non sapeva molto di lui, o forse era meglio dire quasi nulla.
Ma era così bello.
Lei poco più che ventenne, per precisione ventidue da poco compiuti.
Lui invece era un bell’ uomo. quarantenne, forse qualcuno in più o forse in meno.
In verità, non gli aveva mai chiesto quanti anni avesse.
Ma cosa importava.
Era un uomo così affascinante, così bello, così… forse era troppo (e lo pensava spesso) per una ragazza semplice come lei.
L’aveva conosciuto una sera in discoteca, in una rinomata discoteca della riviera romagnola.
Nei week end, molto frequentemente partiva insieme ad alcune amiche (quasi sempre le stesse) per andare a ballare in qualche discoteca della riviera.
Non frequentavano sempre lo stesso locale, amavano cambiare discoteca, ma non abitudini.
Partivano, di solito il sabato di primo pomeriggio, intorno alle due e mezzo, dal loro paese della verde Umbria.
Appuntamento al bar della piazza centrale, un caffé e via verso la meta .
Un viaggio di circa due ore e si arriva in riviera; prima cosa da fare, cercare un camera, in uno dei tanti alberghi aperti anche nella stagione invernale.
Preso possesso della camera, una siesta per essere ben sveglie durante la notte.
Verso le nove, vestite per l’occorrenza, e ben truccate si lascia l’albergo per andare a vivere la notte.
Prima tappa, pizzeria, per una cenetta leggere e veloce, poi via verso la discoteca scelta per la serata, o meglio per la notte.
Si arriva al locale prescelto, si fa un po’ di fila, intanto si adocchia eventuali ragazzi liberi da abbordare. Si entra in sala si sceglie un tavolo libero dove accomodarsi e poi in pista a ballare fino alle prime luci dell’alba.
Intorno alle quattro e mezza si lascia la discoteca, e si va in albergo, non prima di aver fatto una sosta in qualche bar per fare colazione con un cappuccino e un cornetto caldo.
Una bella dormita, poi il rito del ritorno.
Verso le tredici ci alza lentamente, molto lentamente. Nascoste le occhiaie della notte dietro un paio di occhiali scuri, si fa una sosta al bar per un tramezzino, un panino o un piadina romagnola e poi lentamente verso casa.
Nel tardo pomeriggio si arriva in piazza, un saluto alle amiche poi a casa.
MariaLuisa, guardo l’orologio, il suo lui era in ritardo, in forte ritardo.
Quella notte che lo conobbe, lui gli apparve tra la folla in pista e gli sorrise.
E rimase turbata.
Capì subito, che lui era rimasta colpita da lei, e forse anche lei lascio capire che era rimasta colpita dalla sua bellezza.
Non che fosse un grande ballerino, anzi non sapeva neanche ballare. Si muoveva lentamente dando l’impressione di seguire la musica, di fatto andava muovendosi per la pista e osservandolo attentamente si notava che non seguiva affatto il ritmo della musica.
Ricordava in quel momento di attesa, come lui si avvicino discretamente, quando lei si reco al bar del locale per bere qualcosa.
Lui si avvicino e gli rivolse la parole con tale semplicità che gli sembrò di conoscerlo da sempre e passò il resto della notte a parlare e ballare con lui.
Quella notte verso le tre, lei decise che ne aveva abbastanza di ballare e decise di tornare in albergo e lui decise di accompagnarla. E ancor prima di arrivare in albergo si ritrovo stretta a lui. Stettero un bel po’ di tempo a scambiarsi baci e qualcos’altro in macchina.
Ma non fece l’amore con lui, non era sua abitudine concedersi al primo bacio, al primo appuntamento. Nel suo modo di pensare non era bello, né elegante, né tanto meno giusto fare l’amore con qualcuno appena conosciuto.
E poi non gli piaceva fare sesso in auto, troppo scomodo e non poteva certo portarlo nella camera d’albergo condivisa con le amiche.
Poco dopo le quattro saluto il suo lui… e andò a dormire in albergo.
MariaLuisa guardò ancora l’orologio, e il ritardo cominciava ad essere troppo.
Quella notte, prima di salutarsi si diedero appuntamento alla settimana seguente, al week and successivo, alla stessa discoteca.
Ma trascorse una settimana molto combattuta.
Il ricordo della serata trascorsa con un uomo così bello ed elegante non la lascia mai, e poi.. come baciava…. fu una settimana tormentata dal ricordo.
Arrivato il sabato decise di non andare, di non andare in riviera.
Anche se combattuta in se stessa disse: “no”.
Lei una ragazza ventenne, una ragazza di paese, lui un uomo, un bel uomo, ma sempre uno sconosciuto.
Come è stato possibile che quella notte è finita tra le sue braccia, fosse anche per solo qualche bacio.
Tutta la settimana cercò di scacciare quella tentazione, ma più la combatteva più lui tornava nei suoi pensieri e poi come baciava… accidenti.
Cosi quel sabato rimase a casa, e la domenica mattina il pensiero di lui e la voglia di rivederlo era svanito.
Perso l’appuntamento, MariaLuisa si convinse che la storia era finita, che non l’avrebbe più incontrato, e poi un uomo bello come lui si sarebbe di certo consolato la sera stessa con una donna… non gli mancavano ne l’occasioni, ne la capacità di trovare un’altra donna.
E poi per lei non era la prima volta che le sue serate finivano con baci, effusione e sesso con ragazzi conosciuti nella notte in discoteca.
Passarono i giorni e MariaLuisa si dimenticò della sua avventura, e come in passato, arrivò nuovamente il sabato e si riparte per la riviera per un'altra notte in discoteca.
Giunto il sabato si riparte come sempre, partenza nel primo pomeriggio, arrivo in riviera, siesta in albergo e poi serata….
Come sempre verso le nove una sosta in pizzeria prima di recarsi in discoteca.
Durante la cena, discussero molto animatamente tra loro, il tema era: quale discoteca per quella notte.
Normalmente trovavano subito l’accordo in quale locale andare, ma quella sera invece non si trovarono subito d’accordo.
Ognuna di loro aveva un motivo per non andare nella tale discoteca e un motivo ugualmente valido per andare in un'altra.
MariaLuisa non partecipò attivamente, per lei una valeva l’altra, l’importante era ballare e passare la notte. Aveva voglia di ballare, ballare fino al mattino, fino a sfinirsi dalla stanchezza.
Alla fine trovarono l’accordo: “ritorniamo alla discoteca dell’ultima volta”.
MariaLuisa guardò ancora l’orologio, ed era sempre più in ritardo.
Raggiunto l’accordo si recarono infine in discoteca.
Lasciati i cappotti all’ingresso, trovato un tavolo libero, fatto il primo giro di ordinazioni tutti in pista a ballare.
MariaLuisa dopo aver salutato vecchie amicizie (tra cui alcune di notti particolari) si butta nella mischia in pista, e così si lascia piano, piano stordire dalla musica, dalle luci, dalla voglia di evadere.
Dopo circa una mezz’ora di frenetico ballare, decise di concedersi una breve pausa, e si recò al tavolo che aveva occupato con le sue amiche.
Il tavolo era desolatamente deserto, considerato che tutte loro stavano il pista a ballare.
MariaLuisa non fece in tempo a sedersi che il suo sguardo fu catturato da una figura in piedi accanto a lei.
“Cazzo” fu il suo primo pensiero .
Lo aveva proprio dimenticato, e non si aspettava di certo questo incontro.
Il suo lui era lì, in piedi davanti a lei.
Era lì, sorpresa e senza parole, questo incontro era l’ultimo dei suoi pensieri, non si aspettava di incontrarlo di nuovo e poi… era proprio bello, troppo bello. Più bello di come se lo ricordava.
“Sei in ritardo di una settimana” esordi…
Lascio le sue amiche e se andò con il suo lui, le quali non ne fecero un dramma, In fondo tra loro c’era un tacito accordo. Nessun rancore per chi rimorchia e abbandona il gruppo. In fondo è una ruota, una sera tocca a una e una sera tocca a un’altra vivere un avventura….
Cosi MariaLuisa lasciò il gruppo di amiche e se andò con il suo lui, e con lui passò il resto della serata ballando e parlando.
Alle tre di notte lasciarono la discoteca e passarono il resto della notte in macchina.
Questa volta si lasciò andare, era proprio bravo nel fare l’amore, anche se non era di suo gradimento, quella notte si lasciò andare e fece l’amore in auto.
Alle prime luci dell’alba si salutarono, e dopo un ultimo bacio e la promessa di un altro incontro si separarono e lei finalmente andò a dormire.
Era troppo bello, tutto era troppo bello.
Lui era troppo bello, stare con lui era troppo bello, fare sesso con lui era troppo bello, tutto era troppo bello.
MariaLuisa guardò ancora l’orologio, ed era sempre più in ritardo.
Passò l’intera settimana in trepida attesa, le sue giornate furono piene del ricordo di quella notte,
Fù una settimana di attesa, di lunga attesa. Questa volta non passo il tempo a combattere i suoi ricordi, anzi visse una settimana di ansia.
Il sabato sembrava così lontano.
E il sabato successivo era di nuovo lì, in riviera, con il gruppo delle amiche era cambiato, molte non potevano permettersi di andare tutti i sabati a ballare in riviera.
Comunque, anche se il gruppo era un po’ cambiato, la routine era sempre la stessa.
Partenza primo pomeriggio del sabato, arrivo primo pomeriggio, preso possesso della camera d’albergo e piccola siesta. Ma questa volta una camera singola, non aveva nessuna voglia di rifare sesso in auto…
Aveva fretta di andare in discoteca e mise fretta pure al suo gruppo d’amiche.
Infatti arrivarono al locale prima del solito, niente fila all’ingresso, poche persone in sala, e non trovarono alcuna difficoltà ha trovare un tavolo libero.
MariaLuisa si sedette e attese.
Tutte le sue amiche in pista a ballare e lei lì seduta con lo sguardo alla porta in trepida attesa.
Non aveva voglia di ballare ancora, ma solo una voglia di lui.
E rimase lì in attesa.
Lui arrivò verso le dieci e trenta. Lo vide entrare, e non si mosse. Lo segui con lo sguardo, non aveva voglia di gettargli le braccia al collo, rimase seduta al tavolo e attese che arrivasse da lei.
Continuo a seguirlo con lo sguardo.
Lui saluto alcuni amici; dava la mano agli amici e baciava le varie ragazze che incontrava, baci casti sulle due guance accompagnati da qualche parole e ampi sorrisi, lei segui tutti le sue mosse. Arrivò dunque al bancone del bar e prese qualcosa da bere, e mentre sorseggiava il suo drink si girò per guardasi intorno, come cercando qualcuno.
Quando finalmente i loro sguardi s’incontrarono lui le sorrise e il suo cuore sobbalzo e forse arrossi, ma emozionantissima e felice, ma rimase compassata per non dare a vedere le sue emozioni.
Fini il suo drink, lascio il bicchiere sul bancone e si diresse verso di lei.
Il resto della serata ( e meglio dire della notte) la passarono insieme.
Alle due di notte lasciano la discoteca, lei aveva un gran desiderio di fare l’amore, ma comodamente, non certo nuovamente in auto. Aveva prenotato una camera matrimoniale, perché aveva previsto di andarci con lui.
Accidenti che notte. Lui era proprio bravo nel fare l’amore.
Sapeva cosa dire e non dire. Sapeva come toccare e non toccare. E come se la conoscesse da sempre e sapesse cosa voleva.
Non era stato il primo uomo della suo vita con cui aveva fatto l’amore, ma nessuno era bravo come lui.
Nella tarda mattinata della domenica, si lasciarono, fecero colazione insieme poi ognuno per la sua strada, non prima però di darsi appuntamento al sabato prossimo. Si era lasciati da pochi minuti e già aspettava con ansia il prossimo sabato, già bisognava di fare con lui.
E cosi per i due sabati successivi, lei salì in riviera con le solite amiche e mentre loro ballavano, lei viveva la sua storia d’amore con il suo bel lui.
Marialuisa, seduta sulla panchina del parco, guardo ancora l’orologio, e lui ancora non si vedeva, il ritardo era ormai grande, erano più due ore che seduta aspettava.
Questo ultimo sabato era salita in riviera da sola con il treno.
Aveva preferito non seguire le solite amiche. Avevano deciso, lei e il suo lui, di cambiare, non più il solito appuntamento in discoteca ma di vedersi nel parco, l’ultima volta le aveva promesso una serata diversa.
Quindi si erano dati appuntamento nel parco. Scese dal treno e si reco al luogo dell’appuntamento. Il parco distava dalla stazione alcune centinaia di metri.
Voleva arrivare leggermente in ritardo e quindi si attardò nel vedere le vetrine del corso, ma arrivò ugualmente in anticipo.
Guardo ancora il suo orologio, erano ormai circa le otto e si stava facendo buio. Doveva prendere una decisione, non poteva certo restare lì in eterno.
Non poteva restare all’infinito, qualche male intenzionato approfittando del buio, poteva importunarla.
Che brutta situazione.
Aveva un appuntamento con un uomo del quale sapeva a malapena il nome, al quale non si era presentato.
E rimaneva ancora lì rischiava di passare la notte nel parco.
Si alzo e tornò su i suoi passi, verso la stazione, dove nei pressi c’era un albergo; lì avrebbe preso una camera per la notte.
Poi una volta in camera si vedrà cosa fare per il resto della serata.
Giunse alla piazza antistante la stazione, e mentre era ferma al semaforo, in attesa di attraversare, il suo sguardo fu catturato da un manifesto di un edicola per giornali.
Era la prima pagina di un giornale locale che usciva anche nell’edizione serale.
Si accese il verde e MariaLuisa, invece di attraversare rimase ferma, attonita e smarrita, poi si diresse verso l’edicola e compro il giornale.
C’era un titolo in piena pagina e una foto, la foto di un uomo che conosceva molto bene.
Il titolo diceva: “Aereo precipitato all’alba nei pressi di Cesena” . Si soffermo ancora sulla foto, non aveva dubbi era il suo lui, poi lesse la didascalia della foto: “Il Comandante Mario De pressi era alla guida dell’aereo precipitato”.
Marialuisa fece dei passi indietro, poi si sedette sul marciapiede, era come se le forze l’avessero abbandonata tutte insieme.
Continuo a guadare la foto, poi le lacrime gli riempirono gli occhi e rimase lì, senza saper cosa fare con il cuore colmo di dolore.

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